Test su Fake news in colloquio di lavoro

0 1 anno ago

Questo è un articolo leggermente provocatorio. Ho scritto un articolo sulle fake news (qui), in cui offro dei consigli per riconoscere e definisco le problematiche.

Le fake news danneggiano l’economia e dunque le aziende e i loro business. Queste notizie false infatti alimentano l’odio, la paura e l’ansia e bloccano l’uso corretto della tecnologia. Caratteristiche che non fanno mai bene ai contesti aziendali.

Le fake news avvelenano le aziende italiane

Le fake news rendono parte degli italiani stupidi e più vulnerabili. Come già detto questo è un problema, perché “diversità culturale, digitalizzazione e mondializzazione, sono i principali motori dello sviluppo futuro non solo delle industrie culturali e creative ma anche delle società europee” (Formez qui).

Quanto siamo messi male in Italia? Molto.

“Il 50% degli italiani ammette di avere creduto ad almeno una fake news nell’arco dell’ultimo anno. E addirittura il 13% confessa di aver “abboccato” a più di 5 notizie costruite ad arte”. (Doxa, qui)

Un italiano su due è davvero tanto. Ragionando su questo dato sicuramente una parte di queste persone manipolabili e instupidite da notizie false saranno lavoratori in aziende italiane, magari anche manager?

Non è una questione di numeri ma di rilevanza oggettiva del fenomeno che è grave. Sicuramente ci saranno manager o persone in ruoli di rilievo che cadono in questa trappola. Linkedin lo sta facendo emergere con la diffusione di “fake news” avallate proprio da Manager e professionisti (spesso in età avanzata) con tanto di consiglia e addirittura commenti deliranti.

Effetto Dunning-Kruger

La psicologia ha dato anche un nome a questo fenomeno: effetto Dunning-Kruger.

“Individui poco esperti in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità autovalutandosi, a torto, esperti in quel campo. Come corollario di questa teoria, spesso gli incompetenti si dimostrano estremamente supponenti” (approfondisci su focus). Più sei ignorante in un tema, meno sai di esserlo.

Il nome deriva dal fatto che un rapinatore convinto che il limone rendesse invisibili è andato negli Stati Uniti a fare una rapina a volto scoperto nel 1995, perché aveva frainteso il concetto di inchiostro simpatico in cui se usi il limone non si vede. Per approfondire il tema consiglio questo video molto semplice ma chiaro.

Queste persone vengono assunte e lavorano nelle aziende e sono parte anche dell’Italia produttiva, non sarebbe il caso di riflettere sul fenomeno?

Sicuramente avrai visto questo atteggiamento in altre persone, ma ci potremo essere cascati tutti. Facciamo anche un poco si sana auto-critica. Ammettere gli errori non ci rende stupidi anzi è un atto di intelligenza, rifarli uguali a prima ci rende stupidi.

Test contro le fake news nei colloqui?

Un modo per ridurre magari l’impatto delle fake news sarebbe quello di introdurre dei test in fase di colloquio o preliminare, per verificare se le persone le sappiano riconoscere.

Un fake news può colpire anche direttamente il settore di riferimento, creando odio e ansie ingiustificate.

Guardate per esempio le fake news in ambito medico. Ci sono ancora persone che hanno paura del fornetto a microonde che è una fakenews ormai che circola da anni. “L’ipotesi secondo cui cuocere i cibi al microonde provocherebbe il cancro ha origine quasi 30 anni fa. Una vecchia fake news che gli studi non hanno mai confermato, come spiegano gli oncologi dell’Aiom” (Qui).

Potrei dire lo stesso della tecnologia del WIFI (connessione a casa senza fili di internet) o peggio del telefonino che faccia venire il cancro o altre malattie (ma la maggior parte degli studi non ha dimostrato il nesso di causa-effetto tra telefonini e tumori. qui).

Alle risorse umane dovrebbe interessare questo aspetto: un atteggiamento così superficiale ed ignorante nei confronti delle notizie crea danni nell’uso della tecnologia, perché ovviamente crea dei pregiudizi e usi ridotti o alterati. Questo può valere anche solo nell’usare il PC e internet in modo sicuro.

Se ho paura che usando il forno a microonde mi venga il cancro (ed è falso, come detto in precedenza), figuriamoci che penserò del WIFI o una attrezzatura nella produzione e così via come un macchinario industriale, l’uso di Skype o della realtà virtuale. Aspetti che sono una banalità o lo diventeranno nel mondo del lavoro.

L’utilità di un test per aziende e candidati

Il non avere un atteggiamento positivo verso le novità e il cambiamento che sono aspetti essenziali nella fase storica attuale, in cui la tecnologia sta evolvendo rapidamente e invadendo sempre più campi della vita lavorativa e personale. Questo aspetto delle fake news impatta negativamente sulle politiche di change management e sull’apertura mentale dei dipendenti al cambiamento. Ciò dovrebbe interessare ad HR e dirigenti che vogliono mantenere in vita le aziende presso cui lavorano.

Inserire dunque dei test sulle fake news diventerebbe un argomento per i candidati che dovranno allenarsi e mettere in gioco.

Questo servirà prima di tutto a loro per la propria crescita personale. Inoltre qualora sappiano dell’esistenza di questa tipologia di prova e si avrebbe l’effetto di stimolare direttamente lo studio della lotta alla fake news per una convenienza personale di poter accedere ad un lavoro. Questo aiuterebbe la società italiana e migliorarsi e anche a creare lavoratori meno “arrabbiati” e più collaborativi.

Infatti avere lavoratori più consapevoli li espone meno al rischio di diventare odiatori del web e dunque persone sicuramente più ragionevoli e serie.

Parlare con una persona delirante che non capisce i nessi tra causa ed effetto e improvvisamente mette in mezzo complotti e nozioni derivanti da fake news non solo è snervante, ma anche pericoloso per un’azienda e la sua immagine.

Cosa penseresti da esterno di una persona che pubblica una foto dei migranti che mangiano gamberoni in barca (foto modificata e fatta anche male che è circolata) su LinkedIn con commenti di odio?

Oggi grazie a Linkedin saprai anche dove lavora e dunque che effetto avrebbe sulla reputazione di quell’azienda? Sicuramente non positivo, se proprio si è fortunati neutri, ma con buona probabilità negativo. Ricordate che l’azienda è composta da persone e se le persone che la rappresentano pubblicamente (si Linkedin è pubblico) è un complottista, la figura che ci fa l’azienda è davvero brutta. Ergo si bruciano soldi per la cattiva reputazione.

Definizione dello strumento e quando usarlo

Sono sicuro che dei test online specifici si possano trovare e che potrebbero essere anche creati da colleghi e messi a disposizione vista la finalità quasi sociale dello strumento. Una versione basilare potrebbe essere questa, Quiz creato dall’Associazione Factcheckers e Sky Academy.

Lo strumento sarebbe auspicabile venga usato sempre, tuttavia comprendo che per grandi mole di candidati se c’è una fase preliminare da casa, si può aggiungere come un link in modo molto agevole.

Qualora le fasi di selezioni siano tutti di persona. Si può far fare il test in fase di colloquio. Qualora il numero sia elevato di candidati si può effettuare solo nelle fasi successive di scrematura. Giusto per non assumere un complottista.

Qualcuno dirà: ma se uno è bravo, anche se è un complottista che mi interessa?

Il mondo evolve e la capacità di reperire informazioni e studiare per aggiornarsi è essenziale. Se non sai minimamente distinguere ciò che è vero da ciò che è palesemente falso, questa abilità di “apprendimento” non la riterrei così scontata, nemmeno nel proprio ambito professionale.

Le società che lo usano il test potranno anche esporlo con un bel “bollino” sul sito dicendo di combattere le fakenews, guadagnandoci anche in marketing e brand reputation. Insomma a me pare che tutti abbiano da vincere da questo punto.

Sarei curioso di sapere l’opinione delle persone da candidati, se comprendano i benefici di questa opzione e anche dei miei colleghi selezionatori (o chi per loro si trovi a fare colloqui).

Magari provate pure a fare il test per verificare i vostri risultati e capire come siate messi realmente.

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