Scuola: al momento solo una Speranza “in presenza e in sicurezza”

0 5 mesi ago
Scuola: al momento solo una Speranza “in presenza e in sicurezza”Scuola: al momento solo una Speranza “in presenza e in sicurezza”

Lunedì si torna a scuola dopo le vacanze natalizie. Non è importante il giorno, ma il contesto socio-sanitario che caratterizza il periodo di rientro nelle comunità scolastiche. Il contesto attuale è caratterizzato da una situazione epidemiologica dove il numero dei contagi aumentano quotidianamente e vertiginosamente.

Il dott. Giuseppe Banderali, vice presidente della Società Italiana Pediatri e direttore di Pediatria e Neonatologia all’Ospedale San Paolo di Milano ha dichiarato “Con l’aumento dei contagi c’è un aumento delle ospedalizzazioni e dei bambini che hanno bisogno di cure particolari”.

Il pediatra Italo Farnetani, professore ordinario di Pediatria della Libera Università Ludes di Malta, propone di “Fare indossare le mascherine anche ai bambini più piccoli, già dopo il compimento dei 3 anni d’età”.

L’immunologa Antonella Viola, direttrice scientifica dell’Istituto di ricerca pediatrica di Padova, intervistata dalla Repubblica, ha affermato “In realtà non è la variante omicron a fare la differenza, perché noi già dobbiamo proteggerci dalla delta, che è estremamente trasmissibile e gira moltissimo nelle nostre scuole”.

Secondo il dott. Filippo Anelli, presidente di FNOMCEO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), “La situazione è abbastanza critica e di fronte a questo scenario vista la diffusione attuale del virus credo che posticipare l’apertura delle scuole di 15 giorni e magari allungare di due settimane la frequenza in presenza a giugno possa essere una decisione di buonsenso”.

Per Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali, mandare in classe i bambini “in questo momento non è un rischio calcolato”.

Il mondo scientifico lancia l’allarme.

La scuola e i bambini sono il futuro di ogni Paese e tutti abbiamo il dovere di tutelarli. I bambini non hanno una voce per manifestare il loro eventuale dissenso. La loro voce sono i loro genitori, coloro che di essi hanno la responsabilità. Lo sono anche le organizzazioni sociali che capillarmente sul territorio raccolgono e rappresentano disagi condivisi.

La scuola italiana riparte, ma organizzativamente è ferma al 3 novembre 2021 con la Circolare a firma del Ministro della Salute e del Ministro dell’Istruzione che affermavano “Le indicazioni fornite trovano applicazione nella situazione epidemiologica attuale e andranno rivalutati in ogni caso di aumento della circolazione virale o altra rilevante modifica della situazione epidemiologica”.

La cronaca di questi giorni ci parla di un aumento della circolazione virale, ma le indicazioni dei Ministeri non cambiano.

Il Ministro dell’Istruzione Bianchi ripete “Nessun ripensamento sul ritorno a scuola in presenza” – respingendo l’appello firmato da 1.500 presidi che chiedono di posticipare di due settimane il rientro in presenza – ed aggiunge “La nostra è una scelta chiara: tutelare il più possibile la presenza e, con essa, i nostri ragazzi e i bambini che vengono da due anni difficili, caratterizzati da discontinuità, che hanno segnato il loro apprendimento”.

Non si torna indietro.

Gli fa eco il Ministro della Salute Speranza che assicura “Il governo ha deciso, scuola in presenza e sicurezza”.

Ma a quale sicurezza si fa riferimento?

Secondo il presidente lombardo dell’Associazione Nazionale Presidi, Matteo Loria, “non siamo passati alla dad per scelta, ci arriveremo per necessità, perché lunedì sarà come andare alle Termopili”.

Il Sottosegretario Sasso ammonisce “Servono impianti di aerazione e sistemi di ventilazione meccanica” ed ancora “Negli istituti dove questi dispositivi, per scelta dei dirigenti scolastici, vengono utilizzati, i contagi, le quarantene e il ricorso alla didattica a distanza sono stati drasticamente diminuiti, in molti casi azzerati. Siamo al lavoro per trovare ulteriori risorse finanziarie per permettere alle scuole di investire su tali strumenti, in modo da assicurare il più possibile le lezioni in presenza. L’obiettivo deve essere quello di trovare almeno 300 milioni di euro”. Ad oggi non risulta che le scuole siano state tutte dotate di dispositivi di sanificazione dell’aria.

Comunque, la sicurezza di cui gli studenti hanno bisogno non è solo quella nelle aule scolastiche, anche qualora fosse garantita. Ai bambini, ai ragazzi, al personale scolastico tutto, deve essere garantita la massima sicurezza anche nel tragitto da casa a scuola e viceversa. Invece, da lunedì si tornerà a viaggiare su autobus affollati, metro stracolme, treni gremiti.

Il presidente dell’Ente Nazionale per la Trasformazione Digitale, Pasquale Aiello, dopo aver pubblicato un video sui trasporti pubblici locali in un ordinario giorno di scuola, ha più volte rivolto un espresso invito alle Istituzioni: “Assumetevi anche la responsabilità di quello che accade durante il tragitto per arrivare a destino al mattino. Mandereste i vostri figli?”

Ad oggi, nessuna risposta.

Aggiunge Pasquale Aiello “Manca un progetto strutturato sulla dad nella scuola che non deve assurgere a un ordigno da rifuggire, ma deve diventare un alleato nella gestione delle difficoltà quotidiane”.

Intanto, il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha sospeso l’attività didattica e scolastica in presenza della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado fino al 29 gennaio. Altre Regioni come Veneto, Emilia Romagna e Sicilia stanno valutando. Alcuni Sindaci delle Regioni Puglia e Calabria hanno rinviato la ripresa delle lezioni in presenza, al momento, al 15 gennaio.

Maria Concetta Antonica
Direttrice del Comitato di Presidenza dell’Ente Nazionale per la Trasformazione Digitale. Già Dirigente Legale dell’Ufficio di Presidenza dell’INPS. Avvocato, Public Administration and Governance Specialist

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