Nasce il nuovo monopolio digitale dei Notai in Italia

0 4 settimane ago
Nasce il nuovo monopolio digitale dei Notai in ItaliaNasce il nuovo monopolio digitale dei Notai in Italia

La notizia del giorno è l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, riunitosi giovedì 4 novembre 2021, del “Disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021”, uno dei provvedimenti centrali del PNRR.

Nella stessa riunione, il Consiglio dei Ministri ha definitivamente approvato anche diciotto decreti legislativi, tra i quali si segnala quello relativo al Recepimento della direttiva (UE) 2019/1151 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, recante modifica della direttiva (UE) 2017/1132 per quanto concerne l’uso di strumenti eprocessi digitali nel diritto societario”.

Con l’approvazione di questo decreto legislativo si è stabilito, di fatto, il monopolio anche digitale della lobby notarile in Italia.

Un elemento comune tanto al DDL Concorrenza 2021 quanto al DECRETO LEGISLATIVO citato? I NOTAI.

Nel DDL Concorrenza 2021 è stato spazzato via l’articolo che avrebbe consentito ai Notai di esercitare su tutto il territorio nazionale la loro attività professionale, superando gli attuali limiti legati ai Distretti di appartenenza. L’obiettivo che il Notariato avrebbe raggiunto qualora la norma fosse stata approvata sarebbe stato quello di operare in una logica di mercato, alla ricerca del più ampio profitto economico, a discapito di quello cui il pubblico ufficiale deve tendere nel garantire l’esercizio della sua attività, ovvero il presidio capillare del territorio. Di questo i media ne parlano ampiamente.

Invece i media tacciono sull’approvazione del Decreto Legislativo inerente all’uso di strumenti e processi digitali nel diritto societario. Questo silenzio assordante pesa più di tante pagine scritte o di tanti interventi sul punto.

La ratio dei provvedimenti adottati è quantomeno contraddittoria.

Da un lato, il DDL CONCORRENZA 2021, avendo come obiettivi:

  • promuovere lo sviluppo della concorrenza, anche al fine di garantire l’accesso ai mercati di imprese di minori dimensioni;
  • rimuovere gli ostacoli regolatori, di carattere normativo e amministrativo, all’apertura dei mercati;
  • garantire la tutela dei consumatori;

guarda al futuro, nel rispetto degli obiettivi presi dal Governo nel PNRR che, entro la fine dell’anno, deve adottare delle norme nei seguenti settori: 

  • servizi pubblici locali;
  • energia;
  • trasporti;
  • rifiuti;
  • avvio di un’attività imprenditoriale;
  • vigilanza del mercato.

Dall’altro, il DECRETO LEGISLATIVO sull’uso di strumenti e processi digitali nel diritto societario ci proietta indietro nel tempo.

Come ha fatto il Notariato ad “incassare” questo ulteriore privilegio?

Bisogna tornare al 2016 ed al Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 17 febbraio 2016 “Modalità di redazione degli atti costitutivi di società a responsabilità limitata (startup innovative)”.

L’obiettivo del Ministero era quello di semplificare l’accesso all’imprenditoria e di ridurre drasticamente i costi degli atti di costituzione di StartUp Innovative, prevedendo che l’atto costitutivo e le successive modificazioni potessero essere redatti anche per atto sottoscritto con modalità digitale – secondo unmodello uniforme adottato con decreto dello stesso Ministro – e trasmessi al competente ufficio del Registro delle Imprese. In tal modo, si consentiva agli imprenditori di costituire startup innovative nella forma di società a responsabilità limitataper mezzo di atti redatti in forma elettronica e firmati digitalmente, senza necessità di rivolgersi ai Notai ed essere gravati dai costi della loro attività professionale.

Tutto questo non andava bene! Qualcuno balzava forse sulle austere poltrone intorno a tavoli polverosi in buie stanze di palazzi barocchi e storceva il naso? Non lo sapremo mai, ma di certo, il decreto ministeriale era troppo innovativo. Poteva essere modificato, ma non bastava.

Il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico veniva impugnato davanti al TAR Lazio dal Consiglio Nazionale del Notariato che chiedeva al giudice amministrativo di annullarlo. Il TAR Lazio rigettava il ricorso.

Il Consiglio Nazionale del Notariato proponeva appello al Consiglio di Stato il quale, al contrario, lo accoglieva.

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, il Ministero dello Sviluppo Economico ha deposto le armi e così, arriviamo agli sviluppi di ieri.

Nell’insolita quanto sospetta indifferenza della stampa, si apprendono alcuni dettagli sulla vicenda solo dal relatore della Commissione Parlamentare cui era stato assegnato il DECRETO LEGISLATIVO, l’Onorevole Luca Carabetta che ha affermato:

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Legislativo sulla costituzione online di società. Il Governo non ha ritenuto di accogliere il nostro parere che avrebbe portato a un doppio binario – notaio / camera di commercio – per la costituzione di nuove società di capitali. Ignorate sostanzialmente tutte le osservazioni delle Commissioni Parlamentari coinvolte.

Purtroppo non sono sorpreso. Lo stralcio odierno di una norma relativa proprio al ruolo del notaio nel DDL Concorrenza è stato un preludio poco rassicurante. Evidentemente ci sono notevoli pressioni su questi fronti.

Si torna dunque a costituire imprese tramite notaio e attraverso la piattaforma telematica unica del Consiglio Nazionale del Notariato, in controtendenza rispetto al resto d’Europa. Una pessima notizia per le imprese, specie per quelle più innovative.

Come già anticipavo non ci fermeremo di certo qui. Non posso accettare che questo paese continui a guardare al passato”.

Non rimane indifferente al “passo del gambero” Pasquale Aiello, Presidente dell’Ente Nazionale per la Trasformazione Digitale che, dal canto suo, dichiara:

“Non è finita. E’ una grande forzatura tecnico-procedurale e logica. Come tutte le forzature ha punti deboli e li porteremo alla luce. Il provvedimento è solo il punto di arrivo di una strategia iniziata con il rigetto del ricorso presentato dal Notariato al TAR Lazio.

Oggi stanno tentando di ammainare lo sviluppo economico e l’innovazione in Italia, garantendo e rafforzando posizioni di forza che non guardano al futuro, ma agli interessi di pochi. E’ arrivato un nuovo segnale di non cambiamento che pesa come un macigno per chi vuole imprendere nel nostro Paese, gravandolo, nuovamente, di spese evitabili.

Grazie all’Onorevole Carabetta per la spinta innovativa mostrata e grazie, in anticipo, se continuerà sulla strada segnata.

Sui giornali di oggi si parla solo del NO ai Notai fuorisede, non una parola sull’approvazione del DECRETO LEGISLATIVO che definisco sinteticamente “Monopolio digitale dei Notai”.

Pasquale Aiello, in qualità di Presidente dell’ENTD – Ente Nazionale per la Trasformazione Digitale e di Rappresentante di Interessi alla Camera dei Deputati ed al Ministero dello Sviluppo Economico, in questi mesi ha chiesto più volte di rivedere il testo del Decreto per evitare un’altra manifestazione di retrotopia da parte del Legislatore, ma evidentemente era già tutto scritto e ogni suo intervento appariva inutile e fastidioso.

Una cosa è certa. Restano molti dubbi sulla piattaforma digitale che viene utilizzata dai Notai. Gli avvenimenti della recente cronaca, che vedono amministrazioni pubbliche e private vittime di attacchi hacker, pongono sul tavolo il problema della sicurezza della conservazione dei documenti e la conseguente tutela dei diritti dei soggetti i cui dati vengono trafugati e spesso immessi sul mercato nero. Il tutto, a fronte delle responsabilità dei soggetti che conservano i documenti.
In questo contesto viene approvato il decreto legislativo che affida ad una piattaforma “predisposta e gestita dal Consiglio nazionale del notariato” la stipula di atti pubblici informatici e la loro conservazione.
In realtà sembrerebbe che la piattaforma sia predisposta e gestita da Notartel S.p.A., ossia una società privata i cui unici soci sono anch’essi soggetti privati e non enti pubblici.
Se questa circostanza trovasse conferma, sono tanti gli interrogativi da porsi, tra cui:

  • perché lo Stato decide di affidare (senza gara) ad una società privata la piattaforma per la stipula di atti notarili?
  • perché lo Stato decide di affidare ad una società privata (senza gara) la conservazione di atti pubblici?
  • perché lo Stato non è in grado di predisporre e gestire una piattaforma per concludere contratti e conservare gli atti digitali anche pubblici notarili?
  • Perché gli Archivi Notarili che conservano gli atti dei notai in pensione sono gestiti dal Ministero di Grazia e Giustizia mentre gli atti digitali di Notai in esercizio sono gestiti e conservati da una società privata?

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