Italiani fuori dalla gabbia, la ruota inizia a girare diversamente

0 10 mesi ago
andiamoAInnovare

Durante il corso dell’ultimo anno sono giunti a maturazione dei processi spontanei di grandissima rilevanza sociale, economica e culturale.

Per misurarli, solitamente si usano quelli che oggi chiamiamo KPI o più semplicemente indicatori. Sono sempre stati utilizzati da Economisti, Sociologi e Statisti.

Questa volta, non esistono indicatori capaci di misurare quello che è accaduto e che ancora sta avvenendo.

Con una grande visione, era possibile percepirli, metterli in relazione e valutarne l’impatto. Siamo stati fortunati, nessuno dall’alto ha avuto questa capacità e gli eventi hanno seguito, nel bene e nel male, il loro corso fisiologico.

Tali processi hanno creato le basi per creare in Italia, e non solo, un sistema organizzativo predisposto a gestire l’Innovazione.

Non si può innovare la notte per il giorno, ci vuole un ecosistema che ha punti fermi e metodologia adattiva.

Gli indicatori succitati, ormai possiamo chiamarli fenomeni in via di consolidamento:

1)     Il depauperamento di tutti i ceti sociali e l’arrivo in Italia della 4.0, benché ritardato, ha spinto le persone a reagire partendo dalle proprie capacità latenti, mai espresse perché sempre represse da un contesto senza riconoscenza per il merito e lo spirito di iniziativa.

2)     Il mercato del lavoro è cambiato senza alcuna riforma annunciata per proclama di parte. Giocoforza, le persone dopo aver conosciuto la resilienza, hanno messo in campo il proprio potenziale inespresso con risultati eccezionali. Non torneranno più indietro per niente e per nessuno.

3)     Le lobbies perdono potere, iniziano le fughe ed inizia a svanire l’incapsulamento da retropia.

4)     La consapevolezza degli individui circa il proprio potere decisionale ed il valore come espressione della propria dignità, hanno portato a capire dinamiche spesso ignote, che ha reso molti proattivi dinnanzi ad ostacoli che potevano sembrare insormontabili.

5)     L’impossibilità di molti, di produrre, gestire le scadenze, fare salti mortali per continuare a tenere aperta la saracinesca, correndo sempre di più, ogni giorno, e solo per mantenere il sostentamento minimo per la propria famiglia o per i propri dipendenti, indebitandosi.

Uno o Cento dipendenti per molti era indifferente, hanno ed avevano una dignità ed amore per ciò che avevano creato. “Avevano” perché molti non hanno retto a questo stato di cose.

A queste persone veniva chiesto di cambiare, ma dovevano correre come il criceto che fa girare la ruota in loop, all’infinito.

Mentre, chi aveva ancora forza economica per generare lavoro e valore della produzione, ha mostrato cecità, presunzione e non volontà di rivedere il proprio modello organizzativo. Gli effetti sono stati catastrofici.

6) Ci sono tanti altri indicatori, la trattazione è ampia, ma chiudiamo con l’innesco e la consacrazione dell’inizio consapevole e condiviso di un percorso di cambiamento, ovvero l’ultimo intervento del Ministro dell’Innovazione , che ha delineato il da farsi, solo dopo aver già fatto una grande parte di lavoro. Forma, Argomentazioni e soprattutto impostazione ed approccio, messi per iscritto per la creazione di Team di Progetto.

Quando si parla di Progetto, la prima cosa che si deve cercare sono le zone d’ombra e con molta cautela.

Se tutti noi crediamo ed appoggiamo questa modalità operativa, il progetto Paese avrà successo, ma dobbiamo lavorare in Team, il più grande della storia, 30.000.000 di persone.

“15 Anni fa la chiamavo e tentavo di fare Integrazione ed Ottimizzazione di Contesti, Processi e Persone, oggi si scrive Trasformazione Digitale una delle molteplici forme di Innovazione.
I tempi non erano maturi, adesso lo sono anche in Italia”
Pasquale Aiello
Presidente

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