Curriculum Vitae come farlo al meglio

0 2 anni ago

Premessa: la perfezione non esiste e ci sarà sempre discussione su questo tema.

Tuttavia, su certi aspetti si può ragionare e spiegare alcune logiche, per capire anche i vantaggi di impostare o inserire o meno alcuni elementi. Alla fine se si sceglie o meno l’europass, curriculum europeo o meno, l’importante è capire cosa è utile e cosa ci può danneggiare.

Il Curriculum Vitae non è mai lo stesso, esiste un CV che funziona in certi contesti ed è sbagliato in altri. Il Curriculum infatti è uno strumento che noi creiamo ed adoperiamo all’interno di una strategia con degli obiettivi. Esempio: io voglio lavorare nel settore della moda, per farlo decido una strategia che prevede l’uso di canali digitali. Come strumento uso la candidatura spontanea a persone/aziende del settore tramite curriculum.

Il buon senso, dunque, vorrebbe che le persone abbiano maturato tanta esperienza, o comunque varia e in più ambiti, modifichino il proprio cv a seconda del ruolo/settore, per cui si stanno candidando.

La regola aurea della lunghezza

Il cv non deve mai superare le 2 pagine e tale regola vale. Il motivo è di tipo comunicativo, infatti leggere oltre le 2 pagine fa calare l’attenzione dopo aver visionato 50 CV. Bisogna dare un numero di informazioni giusto ed essere sintetici. Eliminate le esperienza doppione, inserite solo quelle relative al campo dell’offerta o al ruolo. Insomma meglio poche informazioni, ma utili che tante ma di dubbia attinenza. Se avete tanta esperienza, magari lasciate una posizione “jolly” per dire “mi sono occupato 5 anni di vendita nel settore auto, 4 anni addetto vendita in store calzature”. 3 righi per descrivere 15 anni di esperienza. Accettatelo funziona così, poi altri aspetti emergono nel caso nel colloquio in cui potrete valorizzarli.

Rinominare il Nome del File

Rinominate i vostri cv: Nome Cognome Curriculum Vitae. Questa attenzione permetterà al recruiter di ritrovare il file più facilmente quando ne avrà bisogno.

Non siate logorroici

Scrivere dei blocchi di testo lunghissimi (4 o 5 righi) rende la lettura difficile e confusionaria, richiedendo una soglia di attenzione molto elevata. Correte il rischio di essere “fraintesi” o “ignorati”. Meglio usare elenchi puntati (bullet point) per dare maggiore leggerezza. Passaggio essenziale è scrivere il mansionario (compiti/responsabilità) del ruolo svolto. Non è importante solo il ruolo ricoperto, ma i compiti e le responsabilità che avevate nel lavoro per capire bene la vostra figura e competenze. Infatti ci sono 100 modi diversi di fare il commerciale, è importante delineare come voi abbiate svolto il ruolo.

Il passato conta, ma non troppo

Inserire esperienza vecchie di 15 anni, ha ben poco senso. Il mondo era diverso e il modo di lavorare pure. Se dovete snellire, partite da lì! Se hai fatto il contabile tutta la vita è inutile che mi racconti di quando hai fatto l’apprendistato 18 anni fa presso uno studio.

Formazione

Se hai la laurea magistrale puoi anche eliminare il liceo. Potrebbe vagamente aver senso inserirlo, se hai fatto un professionale che dia valore aggiunto alla tua formazione. Questo implica due circostanza che devono verificarsi insieme: ha attinenza con il lavoro (alberghiero con settore Food o perito agrario con azienda agricola) e non viene assorbito da titoli di livello superiore. Per esempio un diplomato in ragioneria, laureato in economia e commercio triennale o magistrale e/o un Master in contabilità e bilancio, perde di valore il titolo ai fini della selezione. Infatti le sue competenze di ragioneria sono assorbite dai titoli superiori, affini per ambito. Se invece un perito agrario con una laurea in economia aziendale e si candida per un ruolo di commerciale in un’azienda agricola, lì può essere un valore aggiunto ed integrativo. Questo comunque ha senso se il titolo di liceo sia più o meno recente (non oltre i 10 anni).

Ordine

Il cv ha una struttura più o meno accettata che prevede: dati di contatto; Istruzione/formazione; Esperienza di lavoro. L’ordine deve essere di tipo cronologico dal dato più recente (ultimo lavoro o titolo conseguito) ai successivi. Al recruiter interessa sapere soprattutto l’ultimo e più recente titolo o esperienza di lavoro, poi il resto. Dunque ciò vale sia per l’istruzione che per le esperienze di lavoro.

Dati di contatto

Un solo numero di cellulare personale, leviamo i numeri fissi; email possibilmente professionale (idealmente la cosa più vicina a cognome nome@gmail.com ). Consiglio Gmail, perché è connessa al mondo Google (quindi si collega anche a Drive, Calendar, Account Google ecc.). Utile inserire il profilo di LinkedIn, magari pulendo l’url (Qui la guida) da residui alfa-numeri per motivi solo estetici. Infine è fondamentale l’account di Skype, che ormai è praticamente utile come l’email, in particolare per fare colloqui in remoto (qui una mia guida sul tema).

Foto professionale

Sobria, vestiti Business (giacca e cravatta), mezzo busto, sfondo bianco, no selfie. Ci dedico poco spazio, perché qui trovate una guida esplicita su questo tema trattato nel dettaglio.

Privacy

Per la vostra sicurezza, non pubblicate il vostro CV su Linkedin in un post. Levate i dati che possono essere utili ai malintenzionati per il furto di identità. Scrivete il vostro indirizzo di casa “monco”: Comune, Provincia, Città, Stato e CAP (codice postale). A nessun recruiter interessa sapere nello specifico dove abitiate, basta più o meno sapere il comune. Per chi vuole approfondire il tema consiglio questa guida di Monster (qui).

Competenze digitali

A volte vedo queste inutili tabelle con “buono” “medio” ecc. Inutili più che mai. Fate semplicemente un elenco puntato, per categorie se avete molto materiale, di tutti i programmi, software, linguaggi, macchinari, attrezzature, banche dati, gestionali che conoscete o che avete usato a lavoro. Al massimo tra parentesi ci inserite un livello (base, abituale, esperto ecc.)

Lingue

Levate di mezzo anche qui tabelle inutili, su un solo rigo Inglese B2, se hai la certificazione ci scrivi: Inglese B2 (Certificato Ielts 2016). Se proprio volete essere pignoli, sullo stesso rigo potete aggiungere il codice identificativo del certificato, con questo schema: Inglese B2 (Certificato Ielts 2016 – XXXXXX). Se la posizione è in Italia e l’azienda è italiana è inutile scrivere che siete madrelingua italiana se avete fatto tutte le scuole in Italia e siete italiani. Se vi candidate per posizioni di aziende straniere o all’estero è un’informazione utile.

Laddove abbiate certificati di corsi o di lingua non li mettete nel cv, così come è inutile mettere presentazioni personali (che vanno nel corpo dell’email o nella lettera di presentazione). Questi certificati vanno eventualmente allegati all’email o presentati su richiesta. Potete anche creare un file separato con scritto (magari accennato nell’email) “elenco corsi” e ci inserite tutto quello che manca nel cv, come supporto al cv stesso.

Ora che avete un’idea più precisa, provate a mettervi in gioco e sfruttate la tecnica della candidatura spontanea con criterio, qui trovate la mia ennesima guida. Non bisogna essere troppo ossessionati dal CV, è importante ma non è tutto. Cercate di essere sempre pro-attivi e mettervi in gioco, solo così riuscirete a trovare lavoro. Le aziende vogliono persone che risolvono i problemi e reattive, no gente che si piange addosso. Nei momenti di difficoltà cercate il supporto con un post su LinkedIn o confrontandovi con la vostra rete per capire come migliorare e modificare la strategia non funzionante.

Siate eroi di voi stessi, dipende anche da voi #BeYourHero

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